Un partito inesistente con voti finti
Secondo le prime stime, nella città di Roma i votanti sono stati oltre 40mila. Nella provincia di Roma, i votanti sono stati circa 38mila. Nella provincia di Frosinone, circa 13mila. In provincia di Viterbo, circa 10mila. Nella provincia di Latina, circa 8mila. Nella provincia di Rieti, circa 2500.
Lo dichiara sul sito del PD Lazio il coordinatore della commissione regionale per il congresso.
Prendo carta e penna e mi faccio due conti sui dati delle ultime primarie regionali. Prendiamo questi voti e prendiamo i dati dei residenti nella regione Lazio. Cosa emerge?
Ad una prima lettura emerge che a Roma i votanti alle primarie sono state pochissimi: uno ogni 700 elettori circa. Molto meno che nel resto della regione, dove il rapporto è sempre sotto a uno a 100. In Provincia di Roma il rapporto è di 1 a 38, a Rieti di 1 a 64, a Frosinone di 1 a 38, a Latina di 1 a 70 e a Viterbo di 1 a 32. Incredibile no?
Difficile immaginare che a Frosinone (o a Latina) notoriamente aree dove la destra prende messi di voti, ogni 70 elettori 1 sia del PD. Difficile immaginare che la Roma di Alemanno sia così disastrata per il partito democratico, mentre la provincia di Roma sia così incredibilmente favorevole per il medesimo partito. Territori che hanno molti interessi e problemi comuni che danno risultati così diversi?
Possiamo parlare di buona partecipazione oppure, togliendoci le fette di prosciutto dagli occhi, affrontare il problema di un partito inesistente e di un clientelismo che, se non debellato, si ripresenterà alle prossime elezioni. E là i voti contano.
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Stefano Minguzzi
Nato a Blackpool, vive a Roma, è responsabile web per Roma mobilità. Scrive per riviste e cura un blog su sostenibilità, media e politica.
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L’alternativa ad affrontare seriamente questa questione è fare articoli trionfalistici come questo sull’Unità http://www.unita.it/italia/lazio-primarie-corsa-a-tre-per-la-guida-del-pd-1.383480
Attenzione però perché i conti (quelli veri) se si fanno seriamente dicono cose molto preoccupanti (leggi Cerasa http://www.ilfoglio.it/cerazade/2270)