A ben vedere i tassisti hanno ragione su due punti su tre, infatti hanno detto no al Governo per quel che riguarda:
Sul primo punto hanno torto perché non funziona il meccanismo attuale di assegnare le nuove licenze tramite accordi tra sindaci e sindacati. Un’authority nazionale o meglio regionale sarebbe deciamente la soluzione.
Sul secondo punto secondo me hanno ragione, ma invece di limitare al comune andrebbe limitato alla regione. Chiunque ha una licenza taxi può muoversi almeno in tutta la propria regione. A mio avviso hanno ragione soprattutto perché il taxi deve essere utilizzato nei brevi spostamenti e non in quelli interregionali, ma i collegamenti Roma-Fiumicino, Roma-Latina o Roma-Civitavecchia sono ormai abituali in un’area metropolitana e non extra. I confini dei comuni sono troppo stretti.
Sul terzo punto a mio avviso hanno torto, anche se con qualche dubbio. Le “multi-licenze” vanno a minare le cooperative trasformandole in vere e proprie imprese. Viene meno la struttura corporativa dei tassisti. D’altronde il rischio è che pochi soggetti economicamente forti si accaparrino le licenze riducendo i tassisti a dipendenti con un incremento dei profitti ed un calo dei ricavi per gli autisti. Punto controverso.
Alla fine un accordo è possibile.
Tags: comune, cooperative, governo, imprese, tassisti, taxi
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Mi pare che anche Simone Spetia di Radio24 sia sulla stessa linea: http://minuzie.tumblr.com/post/16110622888/le-richieste-dei-tassisti